Non sarà più necessario attendere dietro la porta della sala operatoria l’uscita di un camice bianco per sapere se l’intervento è iniziato, è in corso o si è concluso con il ritorno in reparto del familiare. Alla Fondazione Giglio di Cefalù arriva l’applicazione “Smart Surgery”, implementata dai sistemi informativi del Giglio, coordinati dall’ingegnere Rosario Curcio, in collaborazione con l’azienda “TapMyLife”, che permette a familiari e caregivers di seguire il percorso chirurgico del paziente direttamente dal proprio smartphone o tablet.
“E’ un esempio concreto degli investimenti in innovazione tecnologica del nostro Istituto - ha detto il presidente Giovanni Albano - per migliorare l’esperienza del paziente e dei suoi familiari garantendo maggiore trasparenza, comunicazione e supporto durante il percorso chirurgico”.
“Il funzionamento è semplice”, ha spiegato Curcio. Al momento del ricovero il paziente riceve un braccialetto dotato di sensore di posizione che, previo consenso, ne consente il monitoraggio durante l’intervento. Per attivare il servizio, i familiari o i caregivers, autorizzati dal paziente, dovranno semplicemente scansionare il QR code fornito e digitare il codice di sicurezza. In pochi istanti l’applicazione, già disponibile per dispositivi iOS e Android, si connetterà con il paziente indicandone la posizione.
“Il sistema, inoltre, contribuisce - ha concluso il direttore amministrativo Gianluca Galati - a ottimizzare il flusso di lavoro all'interno del blocco operatorio, riducendo i tempi di attesa e migliorando l'efficienza complessiva del processo chirurgico”.
11 vl/com 2024
La Fondazione Giglio di Cefalù ha ospitato il “Cefalù camp for Laparoscopic & Robotic Surgery & Artifcial Intelligence” con interventi di urologia, in diretta dalle sale operatorie della stessa struttura sanitaria, eseguiti da chirurghi di fama internazionale provenienti dagli Stati Uniti d’America e dall’Italia.
A coordinare il “Camp di chirurgia robotica urologica” è stato il responsabile dell’unità operativa complessa di urologia del Giglio, Francesco Curto, con Jim Porter direttore della chirurgia robotica presso lo Swedish Medical Center di Seattle (USA), ritenuto uno dei maggiori esperti al mondo di chirurgia robotica.
Cinque gli interventi eseguiti in live surgery sia in robotica che in laparoscopia 3D per tumori del rene.
I professori Jim Porter e Francesco Curto con l’ausilio del robot, sono intervenuti su tumori del rene rimuovendo la massa neoformata e risparmiando la porzione sana, mentre, i professori Mario Falsaperla e Michele Di Dio con tecnica mininvasiva, in laparoscopia 3D, hanno proceduto a rimuovere, su altri pazienti, masse tumorali al rene di importanti dimensioni.
Ad assistere agli interventi sono stati giovani urologi che hanno avuto la possibilità di apprendere, da esperti riconosciuti a livello internazionale, tecniche di laparoscopia e di chirurgia robotica. “E’ stato anche un momento di riflessione – ha sottolineato Francesco Curto – sul ruolo sempre più centrale che assume l’intelligenza artificiale anche in questo campo”.
“Siamo orgogliosi di aver ospitato a Cefalù – ha rilevato il presidente del Giglio, Giovanni Albano - una manifestazione di tale rilevanza che rafforza il profilo scientifico del nostro ospedale confermando un’offerta sanitaria di eccellenza per la nostra Regione fatta da capitale umano e tecnologia robotica”.
10 vl/com 2024
Nella foto il dottor Curto con, tra gli altri, i medici James Porter, Mario Falsaperla e Michele Di Dio
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La Fondazione Istituto San Raffaele G. Giglio di Cefalù, oggi Fondazione Istituto G. Giglio di Cefalù, veniva istituita il 17 gennaio del 2003 attraverso una joint venture tra la Regione Siciliana, il Comune di Cefalù, l'Azienda USL 6 di Palermo, oggi Asp, e la Fondazione San Raffaele del Monte Tabor di Milano. Rappresentava uno dei primi modelli in Italia di sperimentazione pubblica-privata per la gestione di un ospedale pubblico, secondo quanto previsto dall'articolo 9 bis della legge n. 502 del 1992.
Fondazione Istituto
G. Giglio di Cefalù
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